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Paragrafo  7  .  La  guerra contro l'Austria: dal  lento  avvio  delle

operazioni militari alla sconfitta di  Custoza.

     
La  dichiarazione di guerra suscit un grande entusiasmo nei  liberali
ed  anche  nei  democratici; Mazzini si disse addirittura  disposto  a
sospendere  la  propaganda  repubblicana per  tutta  la  durata  della
guerra. Pio nono, Leopoldo secondo di Toscana e Ferdinando secondo  di
Napoli,  sollecitati dall'opinione pubblica, autorizzarono la partenza
prima di reparti di volontari e poi anche di truppe regolari.
     L'intervento  degli  altri  stati  italiani  fece   assumere   al
conflitto  contro l'Austria le caratteristiche di una guerra federale.
In  realt, tra i sovrani non esisteva n una concreta alleanza n  un
comune  piano  di  guerra; essi, anzi, erano  divisi  da  contrasti  e
diffidenze  reciproche. Carlo Alberto, temendo che  la  partecipazione
degli  altri  stati  potesse compromettere la realizzazione  dei  suoi
progetti espansionistici, evit ogni accordo, si assicur il controllo
delle operazioni militari e cerc di ottenere, ancora prima della fine
della  guerra, l'annessione della Lombardia, del Veneto e  dei  ducati
padani  al regno di Sardegna. Tale atteggiamento suscit la diffidenza
del pontefice, del granduca di Toscana e del re di Napoli, i quali non
erano   disposti   ad  impegnare  le  proprie  truppe   per   favorire
l'espansionismo sabaudo. Sia il re di Sardegna che gli altri  sovrani,
inoltre, temevano che la guerra potesse rafforzare i democratici ed  i
repubblicani.
     Tutto  ci  influ sulle operazioni militari. Carlo  Alberto  non
impieg tutto l'esercito, perch ne mantenne una parte nei confini del
proprio  regno, per timore che potessero scoppiare moti  repubblicani.
Il  primo ridotto contingente militare sabaudo entr in Milano solo il
26  marzo,  tre  giorni  dopo la dichiarazione di  guerra.  Le  truppe
austriache,  pertanto, poterono ripiegare senza subire gravi  perdite;
solo  le retroguardie furono battute in alcune battaglie, come  quella
di Pastrengo, il 30 aprile, alla quale segu una fase di ristagno, che
consent  agli  austriaci di riorganizzarsi in attesa  dell'arrivo  di
rinforzi.
     Nel  frattempo  termin  la  fase apparentemente  federale  della
guerra.  Alla  fine di aprile il papa ordin il ritiro  delle  proprie
truppe,  dichiarando che il carattere universale della  Chiesa  e  del
papato gli vietava di partecipare ad un conflitto tra paesi cattolici,
ma  anche  per  il timore di uno scisma da parte della  cattolicissima
Austria.  Lo stesso fecero, entro la met di maggio, Leopoldo  secondo
di  Toscana e Ferdinando secondo di Napoli. Gran parte dei contingenti
intervenuti  a  fianco  dell'esercito sabaudo,  per,  non  obbedirono
all'ordine  ricevuto;  uno di questi, formato  da  volontari  toscani,
bloccando  a Curtatone e Montanara le truppe del maresciallo Radetzky,
che  tentavano  di sorprendere i piemontesi impegnati nell'assedio  di
Peschiera,  consent a Carlo Alberto di sconfiggere  gli  austriaci  a
Goito, il 30 maggio, e di ottenere quindi la resa di Peschiera.
     In  quegli  stessi  giorni, nel ducato di  Parma,  in  quello  di
Modena, in
     
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     Lombardia   e   nel   Veneto,   nonostante   l'opposizione    dei
democratici, furono indetti plebisciti, che sancirono l'annessione  al
regno di Sardegna.
     Il  10  giugno,  il  maresciallo  Radetzky,  che  aveva  ricevuto
consistenti rinforzi, scaten una massiccia controffensiva. Dopo  aver
riconquistato  gran  parte  del Veneto,  esclusa  Venezia,  l'esercito
austriaco sconfisse duramente quello sabaudo a Custoza, presso Verona,
il  25 luglio 1848, costringendolo a ripassare il Mincio e a ripiegare
su  Milano.  Qui,  i  democratici ed i repubblicani  erano  pronti  ad
organizzare  la  difesa  ad oltranza, ma Carlo  Alberto  abbandon  la
citt.  Il  9 agosto, fu firmato con gli austriaci un armistizio,  che
obblig  i  piemontesi a lasciare la Lombardia e il ducato  di  Parma.
Dopo  il  fallimento della guerra federale, falliva cos anche  quella
sabauda.
